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Zdeněk Zeman

Zdenek_Zeman_FoggiaZdeněk Zeman nasce a Praga il 12 maggio 1947, ancora in attività come allenatore è stato in assoluto uno dei personaggi più discussi in ambito calcistico e politico-calcistico. Sorvolando sulle alterne fortune legate al rettangolo verde, Zeman ha avuto un ruolo fondamentale nella lotta a i poteri forti del Sistema Calcio in Italia. Nel 1998 intraprende una crociata contro l’abuso di farmaci nel mondo del pallone che si protrarrà fino al 2007, nel calderone delle inchieste finiscono Juventus, Torino, Roma e Parma, la questione toccò soprattutto la prima.

Nell’ambito dell’inchiesta intrapresa in seguito alla denuncia del tecnico boemo furono infatti sequestrate le cartelle cliniche di diversi giocatori della Juventus, lo scandalo comprese anche il CONI che vide nell’ottobre dello stesso anno le dimissioni dell’allora presidente Mario Pescante. Il processo penale per frode sportiva ha inizio nel 2002 e vede coinvolti diversi membri dell’entourage e giocatori bianconeri quali Ciro Ferrara, Antonio Conte e Gianluca Vialli. La condanna del medico sociale juventino Antonio Agricola ad un anno e 10 mesi viene annullata in appello e cassazione che si esprime, concludendo il processo, il 30 marzo 2007. Zeman, considerato a ragione il punto cardine dell’accusa avrà ancora modo di scagliarsi contro i poteri forti da ricercarsi nella figura del ”grande burattinaio del calcio italiano” Luciano Moggi, accusato, in combutta con la arcinota ”Cupola”, di avergli fatto terra bruciata intorno per punirlo della sua denuncia al doping bianconero.
Sicuramente il Boemo è e resta una figura di spicco nell’immaginario di coloro che si battono contro un sistema marcio e settario, non solo in ambito calcistico ma anche in ambito socio-politico; una figura discussa sì, ma discutibile solo dai vecchi satrapi del mondo calcistico nostrano, mossi da interessi più o meno occulti e dal servilismo nei confronti del potente di turno. Le stesse numerose critiche rivolte al sistema arbitrale italiano risultano quantomai attuali se considerate in seguito all’assegnazione della finale mondiale a Rizzoli, tanto criticato in patria quanto amato in campo internazionale… Sempre avanti con Zeman dunque, un personaggio puro e cristallino nel suo cinismo e nelle sue poche parole, dipinto dai media come un vecchio rincoglionito visionario, un uomo capace di legare la magia del calcio a una battaglia politica che troverà sempre qualcuno disposto a seguirla.

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