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Vita spericolata di Albert Spaggiari

Giorgio Ballario è un giornalista de «La Stampa», fondatore e presidente dell’associazione di scrittori Torinoir. Ha pubblicato cinque romanzi, diversi racconti in antologie e la biografia “Vita spericolata di Albert Spaggiari”.

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Il 19 Luglio 1976, i dipendenti della filiale più importante della “Société Générale”, a Nizza, scoprono che una banda di scassinatori è penetrata nel caveau, forzando le cassette di sicurezza e portando via denaro, oro e gioielli. I ladri sono passati per le fogne cittadine, lavorando per più di un mese nella “merda della pancia nizzarda”. Scavando un tunnel di otto metri hanno aggirato i sistemi d’allarme della banca, rubando un tesoro che attualmente ammonterebbe al valore di circa 30 milioni di euro.

Quando il direttore apre il caveau, gli si presenta agli occhi una scena sconvolgente: per terra oltre ai contenuti delle cassette sono sparsi qua e là rimasugli di cibo e contenitori colmi di escrementi, a testimonianza che la banda vi è rimasta all’interno più di qualche giorno. Il colpo d’occhio maggiore è fornito senza dubbio da una scritta sul muro, una frase che presto diverrà famosa come simbolo del colpo: “Senza odio, senza violenza, senza armi”.

Nasce così la mitologia della “gang delle fogne” e del suo “cervello”, l’irrequieto Albert Spaggiari che in Francia diverrà ineguagliabile esempio di ladro gentiluomo, avventuriero e “primula rossa” in sfida perenne con la giustizia. foto-9 Paracadutista volontario in Indocina poi militante dell’OAS, organizzazione paramilitare clandestina francese, Spaggiari verrà arrestato ma riuscirà ad evadere in modo rocambolesco, saltando dalla finestra dell’ufficio del giudice presso il quale era stato portato per l’interrogatorio settimanale. Racconterà la sua storia nell’autobiografia avvincente e beffarda “Le fogne del Paradiso. Nizza 1976: la rapina del secolo” e rimarrà latitante per dodici anni, girando il mondo tra Italia, Spagna e Sudamerica senza mai essere preso.
Albert Spaggiari morirà da uomo libero per un cancro alla gola, in Italia nel 1989, a fianco di Emilia, la donna che l’ha amato e accompagnato durante la sua spericolata vita.

Di Albert Spaggiari è da apprezzare l’impulso irrefrenabile di condurre una vita schietta, fuori dagli schemi, sfidando la monotonia della classe borghese francese con spregiudicatezza, talvolta con atteggiamento irrisorio.

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