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Sudditi, Manifesto contro la democrazia

“Sudditi, Manifesto contro la democrazia” è un libro scritto dal giornalista milanese Massimo Fini intenzionato a mettere in discussione il caposaldo della cultura occidentale: la democrazia. Fini si pone al di fuori dalle logiche di ”destra” e ”sinistra”, non accusa il sistema politico per la mediocrità in cui versa né per l’assenza effettiva di democrazia diretta, si concentra piuttosto sull’incompatibilità tra la teoria e la sua messa in pratica.

L’autore si sofferma sul confronto della società occidentale con quella dei Nuer, un popolo africano anarchico che a differenza di Illuministi e Liberali non ha mai discusso o combattuto per libertà ed uguaglianza ma che da secoli garantisce, senza nessun governante, l’autonomia e la libertà di ogni singolo individuo.

La democrazia liberale, considerata in Occidente come un “dono”, è davvero il miglior sistema politico applicabile? Per l’autore si tratta semplicemente di un inganno coperto dal buonismo delle persone e dall’etimologia del nome che richiama “il potere del popolo” pur avendo ben poco di popolare. «Scordiamoci che il popolo abbia mai governato alcunché, almeno da quando esiste la democrazia liberale. Se c’è qualcosa che fa sorgere nell’anima di un liberale un puro sentimento di orrore è il governo del popolo». massimo_fini_03 La sovranità quindi appartiene solo apparentemente ai cittadini, chi la detiene, in realtà, è una cerchia ristretta di persone che si passa lo scettro del potere all’infinito. La democrazia è dunque, secondo l’autore, un sistema fallimentare e illusorio che vede i cittadini convinti di detenere il potere da esprimere con il voto, mentre per paradosso sono proprio loro, con il voto, a legittimare la classe dirigente.

Nell’ultima parte del pamphlet Fini innalza la cultura mediorientale al ruolo di ultimo baluardo contro l’omologazione imperante nell’Occidente. “Mentre conculca la libertà del singolo, facendogli credere che ne ha più di quanta ne abbia mai avuta in passato solo perché può scegliere fra diverse marche di frigorifero, la democrazia non realizza nemmeno la volontà della maggioranza. Fra l’una e l’altra si inseriscono le oligarchie, le vere detentrici del potere, annullandole entrambe. Non siamo che sudditi.” Massimo Fini si svincola dal pensiero comune che irretisce la società moderna: la democrazia, con il passare dei secoli, ha convinto il cittadino di non pot
politico andrebbe giudicato per la sua efficienza e praticità, non in base ai canoni universalmente riconosciuti come positivi.

 

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