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Siamo alla disgregazione dell’Europa?

Strano a dirsi ma è proprio così, l’Europa è vicina al tracollo finale ma, incredibilmente, non c’entrano i populisti. Andando oltre le semplici notizie di cronaca e politica, Salvini al governo l’ipotetico asse con l’austriaco Kurz i paesi di Visegrad sempre più rigidi il tedesco Seehofer che fa vacillare la Große koalition tedesca e la crisi migratoria al centro di tutto, è chiaro che non si possano imputare queste difficoltà al governo penta – leghista.

Sarebbe un riconoscimento troppo alto o, nella migliore delle ipotesi, un modo molto sporco per lavarsi la coscienza. I veri responsabili sono infatti le due più importanti famiglie politiche europee, vale a dire popolari e socialdemocratici (in senso stretto il classico binomio destra – sinistra) che dalla crisi del debito sovrano in poi (2011) hanno puntellato malamente l’assetto europeo. Una scelta goffa, quando non punitiva, contro paesi come il nostro che poi, dopo anni di bastonate e umiliazioni, hanno scelto di andare in controtendenza e premiare elettoralmente i celebri populisti.

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Eppure sarebbe stato semplice disinnescare una situazione come questa dove a guadagnare sono gli Stati Uniti che non a caso fanno la corte ai singoli paesi europei (vedi le aperture di Trump a Macron) per cercare di scardinare un concorrente economico come il vecchio continente. Sia chiaro, l’aspetto ultra liberista così come l’idea di un’Europa come solo mercato comune è la morte stessa del concetto di unità che dovrebbe essere prima politica, poi militare ed infine economica.

MA basta saper leggere con oggettività lo Spirito del Tempo per rendersi conto di cosa stiamo parlando. E tutto non è iniziato con Trump ma col famoso Dieselgate sotto Obama, la scusa cioè per tentare di fermare l’imponente locomotiva industriale tedesca in un qualcosa che sa proprio di déjà vu.

Kissinger del resto parlava di un’Europa come “gigante economico, nano politico e verme militare” spiegando quale scopo abbia ancora oggi l’Alleanza Atlantica: tenerci legati agli schemi della Guerra Fredda, con la priorità di scardinare, per l’appunto, quel gigante economico difficile da gestire fomentando ove possibile la disgregazione. Perché in politica estera gli alleati non esistono, sostenere il contrario è da fessi.

Destra – sinistra alla base di tutto questo insieme ad una classe di euroburocrati indegna, perché sua diretta espressione, ed incapace di decifrare la realtà che la circonda. L’Europa sopravvivrà o no? Impossibile saperlo, l’unica cosa certa è che non si possono servire due padroni, come per troppo tempo hanno fatto qui da noi.

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