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Riaprite la Torretta Valadier!

Ponte Milvio è custode di una storia molto lunga ed articolata: costruito prima del II secolo a.C. è da sempre punto di incontro tra l’Urbe ed i popoli più o meno lontani. La prima testimonianza storica risale al ritorno dalla battaglia del Metauro ma il Ponte deve la sua fama ad una delle battaglie più famose del mondo antico: quella di “Saxa Rubra” del 312 tra Massenzio e Costantino, dove quest’ultimo ebbe la visione della Croce di Cristo nel cielo, recante la scritta “In hoc signo vinces”.
Il Ponte, essendo stato per secoli punto di raccordo tra Roma ed il nord dell’Impero per via della vicinanza alle strade consolari Cassia e Flaminia, mantenne nei secoli invariata la sua natura, essendo la meta finale di uno dei tracciati più battuti dai fedeli in pellegrinaggio verso l’Urbe. Una delle maggiori testimonianze del continuo scambio culturale è senza dubbio l’Oratorio di Sant’Andrea a Ponte Milvio del 1463, edificato in ricordo dell’incontro tra il Papa Pio II ed il cardinale Bressanone ed il successivo passaggio di consegne della reliquia del Santo.
Nel 1566 Pio V affidò la gestione dell’oratorio alla Trinità dei Pellegrini che iniziarono prendersi cura dei viandanti stremati dai lunghi viaggi e a seppellire i pellegrini più anziani che morivano una volta vista la magnificenza di Roma: a testimonianza di questa attività rimane ancora oggi una piccola porzione dell’antico cimitero con all’interno lapidi ed anche un ossario.
Nel 1458 furono demolite le fortificazioni medievali e l’aspetto architettonico del Ponte rimase pressocchè invariato fino alle restaurazioni del 1805, anno in cui Pio VII affidò i lavori di ristrutturazione all’architetto Giuseppe Valadier, il quale donò al Ponte un nuovo volto, grazie soprattutto alla costruzione della torretta in stile neoclassico.
Il ponte fu minato da Garibaldi nel 1849 e restaurato l’anno successivo da Pio IX il quale aggiunse anche le statue ai due ingressi, donandogli l’aspetto che ancora oggi possiamo ammirare.
Per tutto il ‘900 il ponte e conseguentemente la torretta hanno continuato a svolgere un ruolo cardine all’interno della vita cittadina, anche grazie alla progressiva urbanizzazione circostante che hanno trasformato la zona da primo avamposto della capitale a punto di riferimento per i cittadini, diventando il simbolo di una zona in rapida e continua evoluzione.
Negli ultimi anni diverse amministrazioni si sono fatte carico della gestione della torretta, utilizzandola come spazio espositivo destinato ad eventi culturali organizzati da singoli cittadini e associazioni, l’utilizzo di uno spazio così importante è stato tuttavia costantemente intramezzato da da lunghi periodi di ristrutturazione resi travagliati e complessi dalla pochezza dei fondi a disposizione.

Dal canto nostro non sono poche le segnalazioni ricevute da vari associazioni culturali di zona che negli anni, nonostante proponessero progetti validi, hanno visto le loro richieste respinte da consiglieri municipali che amministravano la torretta come un proprio feudo, accettando le domande di amici e conoscenti in una sorta di regime clientelare al quale in Italia siamo purtroppo abituati.
Noi stessi tramite la nostra associazione culturale siamo stati più volte respinti perché rei di aver presentato progetti poco validi culturalmente, opinione espressa da soggetti senza una minima preparazione in materia e buongusto artistico. Nello specifico l’ultimo evento che siamo riusciti ad organizzare nella torretta risale al 2009, da lì in poi siamo stati costretti a cercare spazi privati o comunque esterni al nostro quartiere ed ora, ad anni di distanza, chiediamo a nome della comunità di poter tornare a casa o quantomeno che uno dei luoghi simbolo del nostro municipio torni ad essere fruibile per i cittadini. Dal 2012 la torretta è stata chiusa al pubblico poiché dichiarata inagibile dal municipio che ha così innalzato un velo di mistero, senza dare spiegazioni adeguate e cercando di celare la reale situazione dei fatti su una questione divenuta annosa con il passare del tempo.

AreAzione a nome di tutta la comunità si prefigge l’obiettivo di andare in fondo alla vicenda facendo chiarezza sul futuro della torretta e di dare finalmente una spiegazione ai cittadini su quanto accaduto in questi anni. Riteniamo disdicevole per il municipio il fatto di non riuscire a sfruttare un potenziale storico e artistico come quello di Ponte Milvio e della sua torretta per la quale si potrebbero trovare tantissime destinazioni d’uso: da museo ad ambiente espositivo, a patto che venga gestito da un gruppo di cittadini qualificati o da gruppi di associazioni culturali, senza passare per i soliti professionisti della politica, più votati ai loro interessi da pollaio che alla valenza culturale della vicenda.
Un’altra ipotesi valida, se necessario, potrebbe essere quella di affidare la ristrutturazione del monumento ad un’azienda privata, eventualmente individuata e proposta dalle stesse associazioni interessate allo sfruttamento dello spazio della Torretta.
Senza preoccuparci troppo di cosa penseranno le alte sfere municipali oggi dichiariamo aperta la nostra battaglia per il Ponte e per la Torretta, affinché i simboli della nostra storia e della nostra identità non vengano più calpestati senza il minimo scrupolo ma che al contrario venga ridata loro la dignità che meritano, restituendoli alla comunità.

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