«

»

Quinto potere

Titolo: Quinto potere
Titolo originale: Network
Paese: Stati Uniti
Anno: 1976
Genere: drammatico
Regia: Sidney Arthur Lumet

E’ la storia di Howard Beale, commentatore televisivo dell’UBS che alla triste conclusione della sua gloriosa carriera annuncia in diretta di volersi suicidare. Il giorno dopo la rete lo costringe a smentire la dichiarazione ma risulta che il suo folle intervento aveva fatto aumentare vertiginosamente l’indice di ascolti.

Diana Christensen, nuova responsabile dei programmi, vede astutamente nella follia di Howard la possibilità di creaQuinto_potere (1)re un grande investimento. Il progetto di Diana funziona e il protagonista si sfoga in diretta con deliranti critiche alla società e contro i media fino a influenzare tutta la popolazione. Quando l’indice di ascolti inizia a calare, i dirigenti del programma decidono di liberarsi del vecchio presentatore e di ucciderlo in diretta per mano di un gruppo terroristico contattato da Diana. Nella scena finale del film il protagonista viene ucciso e una voce fuori campo commenta l’accaduto con ironia: “Questa è la storia di Howard Beale, il primo caso conosciuto di un uomo che fu ucciso perché aveva un basso indice di ascolto.”

Il film rappresenta una forte e mirata critica al “quinto potere”: i media. Quest’ultimi hanno perso la loro funzione originale ma sono un vero e proprio strumento di potere, infatti, davanti ai loro schermi luminosi, le famiglie finiscono per eseguire gli ordini di un folle vecchio che si sfoga contro la società. In questa pellicola, come nella realtà, in un tale ambiente convivono elementi spinti dal solo arrivismo (rappresentati dalla giovane Diana) capaci di mettere audience dei propri programmi davanti a tutto senza un briciolo di etica, sfruttando dolore e sofferenze delle persone.
“Tu sei la televisione incarnata, Diana: indifferente alla sofferenza, insensibile alla gioia. Tutta la vita si riduce a un cumulo informe di banalità: guerre, morti, delitti, sono uguali per voi, come bottiglie di birra. E il quotidiano svolgimento della vita è solo un’orribile commedia. Tu frantumi anche le sensazioni di tempo e spazio in frazioni di secondo e lunghezze di segmenti. Sei la pazzia, Diana, pazzia furiosa. E tutto quello che tocchi muore con te.”

Perché le notizie che ci arrivano sono sempre condizionate da forze maggiori e “filtrate” per altri scopi? Perché non possiamo mai essere messi al corrente della verità? Se un tempo le informazioni oggettive della stampa servivano a riflettere e a crearsi un’idea personale, adesso le testate giornalistiche e i canali televisivi presentano notizie interpretate o totalmente cambiate dai vari “articolisti” schiavi del potere.
Lo Stato ha il disperato bisogno (soprattutto in questo momento) di domare il suo gregge e lo fa sfruttando la stampa e comandando i nostri pensieri centralizzandoli su cosa gli può fare comodo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


tre + = 4