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Quale futuro per Roma?

Tutto lascia pensare che la data decisa per le elezioni amministrative per il Comune di Roma sarà quella ampiamente pronosticata del 5 giugno, è dunque destinata ad accendersi la lunga maratona di avvicinamento alle urne, la quale, pur essendo appena agli inizi, non è stata avara di fatti e dichiarazioni interessanti.
Era da parecchio che l’ascesa al Campidoglio non suscitava tanto interesse anche e soprattutto al di fuori dei confini cittadini, la Capitale arriva infatti a queste elezioni in condizioni disastrose: i fallimenti conclamati di Alemanno prima e di Marino poi hanno portato al commissariamento del Comune, gli scandali relativi all’inchiesta Mafia Capitale e l’ipotesi di ospitare le Olimpiadi del 2024 hanno reso il piatto così ricco da far ingolosire anche i più insospettabili.

Le striminzite consultazioni del centrosinistra (affluenza dimezzata rispetto al 2013) hanno partorito il nome di Roberto Giachetti chiamato a risollevare le sorti di un PD romano oramai allo sbando, il malcontento generale e la mancanza di fiducia nei vari partiti “tradizionali” fanno di Virginia Raggi, candidata del Movimento 5 Stelle, la grande favorita di questa tornata anche se la legittimità della sua candidatura è al vaglio del Tribunale di Roma su esortazione di alcuni fuoriusciti del M5S.
Alfio Marchini e la sua lista civica vestono i panni di salvatori della Patria, la campagna “Roma Ti Amo” è iniziata già da tempo e potendo far affidamento su un portafogli più che gonfio sta avendo un grande impatto pubblicitario su tutta la città, non avendo motivo di dubitare dei sentimenti che l’ingegnere nutre nei confronti di Roma non possiamo accettare di credere di avere a che fare con un filantropo disinteressato: tra tutti i candidati in lizza non abbiamo dubbi su quale potrebbe trarre maggiore profitto più o meno direttamente dall’assegnazione delle Olimpiadi del 2024 a Roma Capitale.

Come sempre da qualche anno (o decennio?) a questa parte è però il centrodestra a regalare le migliori soddisfazioni a un osservatore disincantato: ciò che resta di Forza Italia, la Lega Nord e Fratelli d’Italia sembravano essersi accordati su nome di Guido Bertolaso (ex capo della Protezione civile, duramente criticato per la gestione di L’Aquila dopo il terremoto del 2009), una scelta discutibile che ha sin da subito suscitato non poche critiche. La Lega ha quindi indetto delle consultazioni nelle piazze di Roma e dalla rosa di nomi proposti Alfio Marchini ha avuto un plebiscito ai danni proprio di Bertolaso classificatosi addirittura dietro al sempreverde Storace. Un’evidenza dei fatti simile ha fatto ravvedere il leader del Carroccio e Fratelli d’Italia sulle effettive possibilità di vittoria di Bertolaso portandoli ad optare per l’arrembante Giorgia Meloni che cogliendo la palla al balzo sta incentrando gran parte della campagna elettorale sulla sua gravidanza. Chi invece è rimasto fermo sulle proprie posizioni è Silvio Berlusconi, i più maligni hanno voluto vedere in tanta inusuale ottusità un retaggio del Patto del Nazareno ipotizzando la possibilità per il Cavaliere di offrire il Campidoglio in cambio del minimo clamore mediatico (almeno rispetto al passato) sui suoi vari processi ancora in corso.

Anche questa volta nella Capitale avranno il loro spazio anche i cosiddetti “outsider” chi più chi meno alla ricerca di visibilità più che di effettive cariche istituzionali, tra questi meritano una menzione d’onore il pokerista ultra cattolico Mario Adinolfi con il suo Popolo della Famiglia (non ce ne voglia ma ci auguriamo che la debacle cui è destinato possa scoraggiare chi ancora propina temi etici nell’amministrazione della res publica) e del grottesco Senatore Razzi oramai schiavo suo malgrado della caricatura che gli è stata costruita intorno.

Insomma il panorama politico su Roma non è mai stato così variegato, tra lotte fratricide, eredità scomode ed accordi più o meno segreti gli ingredienti per una grande tornata elettorale ci sono tutti, a noi non resta che sperare che tutte le parti in campo abbiano come obbiettivo comune quello di risollevare una Città ormai in costante declino da anni: viste le premesse l’impressione è che neanche questa sia la volta buona…

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