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No alle quote rosa!

In un’epoca governata dall’ostentazione di un inutile buonismo e da un sessismo da due soldi AreAzione si schiera apertamente in opposizione al pensiero unico. Quella che ad un occhio cieco potrebbe apparire come una presa di posizione in contrasto al “gentil sesso” ne è invece, ovviamente, la massima esaltazione; siamo stufi di dover sentir parlare di “quote rosa” in riferimento alla politica nazionale ed europea che ci riguarda da vicino: ci sono donne che hanno rappresentato e rappresentano un’eccellenza nei rispettivi campi di appartenenza, donne che non necessitano in alcun modo di “beneficenza” politica magari da parte di quelle parti politiche sostenute da imprenditori “illuminati” che ben si guardano dall’assumere donne nelle loro aziende. Un esempio vomitevole è stato rappresentato dalle recenti elezioni per il parlamento europeo: troviamo assurdo che in virtù della tanto osannata “parità di genere” (come se la competenza e la qualità dei singoli possa dipendere dal genere sessuale) non sia stato possibile votare in piena libertà essendo obbligatoria, pena l’annullamento del voto, un’alternanza “maschio-femmina” da indicare tra le proprie preferenze.

D’altro canto se in un contesto diroccato e pericolante come quello dell’Unione Europea, nel primo discorso da Presidente (o presidentA?) della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha sentito la necessità di auspicarsi molte donne tra i commissari del suo mandato piuttosto che commissari semplicemente capaci di risollevare le sorti di un Continente in continua recessione capiamo di stare veramente alla frutta, e sappiamo ancora più chiaramente da quale parte (non) stare.
cattura

 

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