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La legalizzazione delle droghe leggere e la necessità di regolamentare un mercato esistente e libero

La legalizzazione delle droghe leggere è uno dei punti del nostro programma politico, dunque perché legalizzarla? Prima di rispondere bisogna premettere che questo tema non verrà trattato né da punti di vista medici né morali e che non saranno spese le solite parole banali sul fatto che sia giusto o meno fare uso di sostanze stupefacenti o su quanto la marijuana sia meno dannosa dell’alcol. Analizzeremo la questione esclusivamente da prospettive economiche e politiche evitando ogni tipo di pregiudizio.

Secondo un report sul consumo di droghe pubblicato dalle Nazione Unite, in Italia il 14% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha fumato marijuana nella sua vita. Queste statistiche dimostrano la diffusione di questa droga leggera soprattutto tra i giovani (1 su 5 ne ha fatto uso) e di come il consumo sia parzialmente tollerato. L’uso personale non è reato anche se si può andare incontro a sanzioni come la perdita della patente, del passaporto e del permesso di soggiorno e la denuncia o l’arresto se in base alle circostanze, la quantità, la qualità e il ritrovamento di apposita attrezzatura, si viene accusati di spaccio.

Qui troviamo la prima contraddizione: come può essere legale drogarsi se poi è illegale la vendita? Parliamoci chiaro: un qualsiasi giovane che abbia compiuto 14 anni può facilmente arrivare a comprare illegalmente l’erba (foglie essiccate) o l’hashish (la resina) e farne uso senza nessuna difficoltà. Se allora, chiunque voglia farsi uno spinello riesce comunque a ricavarselo senza problemi, è giusto che tutto ciò sia illegale? E’ giusto che la criminalità gestisca lo spaccio arricchendosi? E’ giusto rischiare di far finire in manette i giovani e i consumatori avvicinandoli alla malavita? Il Colorado e lo Stato di Washington hanno legalizzato nel 2012 la produzione, la vendita e il consumo della cannabis a scopo ricreativo ma è illegale il consumo in pubblico.

 

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Così il 1 gennaio 2014 hanno aperto le porte i primi negozi con licenza per la vendita della cannabis legale, creando un vero e proprio settore in grado di fornire un gettito di introiti enormi nella casse dello Stato e di dare un duro colpo alla delinquenza organizzata. Il risultato del primo anno infatti è stato di 60 milioni di dollari nelle casse statali del Colorado per meno di 5 milioni di abitanti.

La legalizzazione e la fiscalizzazione della canapa (così come quella della prostituzione) non risolleverebbero la nostra economia ma sicurante questa ne gioverebbe così come è stato per uno stato che conta meno del 10 per 100 della nostra popolazione ma soprattutto sarebbe un buon traguardo per la lotta alla criminalità e all’ipocrisia di alcune leggi e della loro applicazione.

Due giorni fa, 218 parlamentari hanno firmato un testo per la legalizzazione della marijuana presentato mercoledì a Montecitorio, un grande passo avanti per una nazione dove fino a 45 anni fa era illegale il divorzio e dove il Governo bigotto preferisce lasciare per strada e ridotte in schiavitù migliaia di ragazze piuttosto che riconoscere la prostituzione come lavoro e farle praticare in apposite case chiuse. Contro schemi mentali chiusi, moralismo e leggi etiche per il futuro del nostro Paese.

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