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Il bluff del fronte sovranista

Diciamoci la verità, l’etichetta di sovranisti, così come tutte le precedenti, ha già stufato. Finita la campagna elettorale non si sente più parlare in toni sensazionalistici di Patria, difesa dei confini o chissà cos’altro, visto che in attesa di formare un governo si è corsi subito a baciare la pantofola dell’ambasciatore americano a via Veneto. Una pratica costante e che, se già fu fatta ai tempi dai Cinque Stelle, subito è stata ripetuta da Salvini per dimostrare che poi, in fin dei conti, la nuova Lega Nazionale non è così anti sistemica come vuole apparire.

Del resto parliamo di una partito che a livello di enti locali governa le due macro regioni – definizione che usiamo per far contento Miglio – più importanti d’Italia come Veneto e Lombardia. Figurati se si può veramente voler squassare la politica italiana ed il suo basso, se non bassissimo, livello di servilismo. L’elettorato del nord est non vuole essere mica spaventato da una Nuova Politica Economica (cit. Lenin) ed un nuovo sterminio dei kulaki.salvini di maio

 

Ai sovranisti de’ noantri, quelli subito saliti sul carroccio dei vincitori, e più per convenienza che per altro, bisognerebbe fare presente come al momento i tanti proclami preelettorali siano spariti nel nulla. Per poi ricordare che di cose che riguardano in prima persona il fenomeno migratorio, ad esempio l’aggressività cieca e stupida della NATO e di molti suoi componenti, non se ne parla più proprio per potersi legittimare agli occhi delle cancellerie straniere. Molti non hanno ancora capito ma accusare il Papa, il governo o altri di ricevere Erdogan non serve a nulla se, poi, non si sottolinea che la Turchia agisce e reagisce perché membro NATO con le ben note conseguenze, su di noi, note a tutti. E di esempi possiamo farne parecchi.

Servirebbe un’altra classe dirigente ed è chiaro che il fronte sovranista, al momento, non sia la soluzione al problema ma, anzi, solo un palliativo elettorale. E non parliamo solo della compagine parlamentare.

La differenza, del resto, è sempre la stessa e sta nello stolto che guarda il dito invece della luna.

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