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I risultati elettorali e l’inesistenza del pericolo fascista

Nemmeno il tempo dei primi exit poll che il famigerato pericolo fascista si scioglie come neve al sole. Non basta aver gettato tanta, se non troppa, benzina su quel fuoco dell’antifascismo per nascondere il vuoto della nostra intera classe politica. Non basta cianciare di pericoli per la democrazia o altro quando semplicemente il problema non esiste. È sufficiente essere oggettivi per capire che con percentuali simili almeno per il momento gli scranni parlamentari e altro saranno molto lontani.

Il fronte sovranista a trazione Lega si è infatti pappato in un sol boccone non solo gli slanci delle due forze più rappresentative di questo mondo ma, come molti osservatori hanno notato, ha cannibalizzato lo stesso Fratelli D’Italia.

Elezioni

È legittimo chiedersi il perché e darsi, magari, pure un sacco di risposte diverse. Ma qui le chiacchiere stanno comunque a zero: il Salvini di lotta vince e asfalta tutti gli altri perché la Lega di governo amministra due delle regioni più ricche, industriali e importanti d’Italia come Veneto e Lombardia. E dove questo non basta a tranquillizzare una parte dell’elettorato arriva tutta la stanchezza per un tema come l’immigrazione che ha completamente monopolizzato l’intera campagna elettorale favorendo spaventosamente gli ex padani. Inutile pure cercare di competere su argomenti come questo.

Fotografia finale: la borghesia industriale del nord vota Lega, il sud disperato e abbandonato preferisce invece 5 Stelle al posto dei soliti e tranquillizzanti relitti della prima repubblica. I fascisti restano irrilevanti e si fanno persino doppiare dagli antifascisti. Mala tempora currunt, ed inutile aspettarsi pure delle autocritiche quando non riesci nemmeno ad incanalare un minimo di voto di protesta. Molti non sono morti democristiani ma preparatevi a vederli sopravvivere come leghisti.

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