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Fidel Castro

Fidel Alejandro Castro Ruz, al secolo Fidel Castro, nasce a Bìran il 26 agosto 1926. E’ un rivoluzionario e politico cubano, Paese del quale ha tenuto le fila per cinquant’anni ricoprendo diversi incarichi istituzionali.

Ernesto 'Che' Guevara e Fidel Castro

Ernesto ‘Che’ Guevara e Fidel Castro

Conclusi gli studi in diritto, il giovane Castro si distingue per un sentimento profondamente antimperialista e per estensione anti-USA che sfocia in uno scontro aperto nei confronti del regime di Fulgencio Batista, uomo di fiducia di Washington. In seguito ad un disastroso tentativo di golpe è costretto all’esilio in Messico con molti dei suoi compagni con i quali ha la possibilità di formare una milizia più organizzata e efficace: fa ritorno a Cuba nel 1956 e in seguito a tre anni di sanguinosa guerra civile entra con i suoi uomini a L’Avana.
Il nuovo Governo fu ottimisticamente riconosciuto dagli Stati Uniti anche se fu subito chiara l’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti: Castro cominciò a espropriare e nazionalizzare tutte le maggiori proprietà terriere delle società statunitensi sul territorio cubano, rendendosi inviso a Eisenhower preoccupato dalla possibilità di una cellula filo sovietica così vicina alle coste nordamericane.
Nel 1960 Cuba stringe un accordo con l’URSS per il petrolio ed espropria le raffinerie statunitensi che si rifiutarono di lavorarne il greggio, Washington rispose con un embargo commerciale (poi condannato dall’ONU) che si inasprì in seguito alla “Crisi dei missili di Cuba” quando Castro offrì ai sovietici delle basi missilistiche sul territorio cubano. In linea con la loro politica estera gli Stati Uniti cominciarono inoltre ad aizzare l’opinione pubblica contro il regime castrista e a fomentare rivolte interne che ebbero il loro apice con lo “Sbarco della Baia dei Porci”, un’azione orchestrata dalla CIA che vide la disfatta degli esuli cubani anti-Castro.

In barba a quanto sostenuto ancora oggi dai suoi detrattori, il regime di Castro ha avuto risvolti decisamente positivi per la popolazione cubana: nel solo biennio tra il 1960 e il 1961 il tasso di analfabetismo scese dal 20 al 4%, la mortalità infantile registra cifre più basse di molte altre regioni considerate “evolute” e fu garantito il libero accesso ai servizi sanitari indipendentemente dalla residenza o dal censo, altro punto sul quale i detrattori filo americani avrebbero da cui riflettere.
Vi sono stati diversi tentativi di esportazione del modello cubano in altre zone del Sud America e dell’Africa anche se pochi di questi hanno avuto successo, ciononostante gli ammiratori della politica di Castro sono almeno numerosi quanto i suoi detrattori, nel corso della sua lunga carriera il Líder Máximo ha ricevuto apprezzamenti e visite di numerosi Capi di Stato stranieri e di quattro Pontefici, in anni più recenti ha stipulato con il Presidente del Venezuela e amico Hugo Chàvez l’Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA) che ha permesso a Cuba di usufruire del petrolio venezuelano e ad altri Paesi come la Bolivia e l’Ecuador di migliorare la propria condizione sanitaria e di alfabetizzazione.

Il regime economico “di terra bruciata” creato ad hoc dagli Stati Uniti attorno a Cuba ha fatto sì che l’Isola dipendesse sempre di più dai sussidi economici dell’Unione Sovietica, con la caduta di quest’ultima nel 1991 si aprì un periodo di crisi economica che ha visto significativi miglioramenti solo dai primi anni duemila, parallelamente il cinquantennio castrista ha visto centinaia di tentativi di attentati targati USA alla vita di Castro (ad oggi 638 casi, di cui 192 ad opera dell’amministrazione Reagan).

La valutazione dell’operato del Líder Máximo non può che essere positiva, se non fosse altro per la sua politica incentrata su temi sociali e profondamente antimperialista, le migliorie e le innovazioni di cui ha goduto l’Isola di Cuba durante la sua gestione sono davanti agli occhi di tutti e l’idea di uno Stato socialista e indipendente non può che affascinare; quanto alla valutazione sul personaggio Castro (definito da Nixon “naif ma non necessariamente comunista”), un uomo figlio della rivoluzione, raramente apparso in pubblico senza la sua proverbiale divisa militare, che si è speso sempre, fino allo stremo delle forze per il suo Paese e per la sua gente senza ricercare mitizzazioni o riconoscimenti che pure avrebbe meritato (non vi sono a Cuba vie, piazze o edifici a lui dedicati) non può che essere un punto di riferimento per i combattenti di oggi e di domani.

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  1. 16 Febbraio 1959: Castro primo ministro di Cuba » AreAzione

    [...] La valutazione dell’operato del Líder Máximo non può che essere positiva, se non fosse altro per la sua politica incentrata su temi sociali e profondamente antimperialista, le migliorie e le innovazioni di cui ha goduto l’Isola di Cuba durante la sua gestione sono davanti agli occhi di tutti e l’idea di uno Stato socialista e indipendente non può che affascinare; quanto alla valutazione sul personaggio Castro (definito da Nixon “naif ma non necessariamente comunista”), un uomo figlio della rivoluzione, raramente apparso in pubblico senza la sua proverbiale divisa militare, che si è speso sempre, fino allo stremo delle forze per il suo Paese e per la sua gente senza ricercare mitizzazioni o riconoscimenti che pure avrebbe meritato (non vi sono a Cuba vie, piazze o edifici a lui dedicati) non può che essere un punto di riferimento per i combattenti di oggi e di domani. Leggi di più sul nostro sito: http://www.areazione.net/index.php/fidel-castro/ [...]

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