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Elezioni in Venezuela, la fine del chavismo?

Nel corso degli anni abbiamo già avuto modo di parlare del fenomeno di Hugo Chavez e del suo bolivarsimo, approfondendone molti aspetti ed analizzandone i risultati con un certo favore. Per assurdo avevamo anche prefigurato lo stop del suo delfino Nicolas Maduro, al quale manca proprio il carisma magnetico del Caudillo.

Nicolas-Maduro hugo chavez

Nicolas Maduro, successore di Chavez e presidente del Venezuela dal marzo 2013

Oggi, a due settimane dalle elezioni parlamentari, a festeggiare sono il coro di progressisti e conservatori internazionali che salutano come epocale la vittoria del MUD (Mesa de Unidad Democratica) alle ultme elezioni parlamentari. Eppure la verità dei fatti non è proprio così semplice perché è vero che il MUD ha conquistato 112 seggi su 167 e può, con oltre i 2/3 della maggioranza, convocare un referendum sul presidente in carica (quindi Maduro), modificare la costituzione, approvare leggi autonome e superare i veti della presidenza MA vista la sua composizione finisce con l’avere le mani legate: esso è formato da 30 movimenti diversi, che vanno dalla sinistra radicale alla destra più reazionaria, passando ovviamente per il centro. Insomma un’insalata mista con tutto ed il contrario di tutto, incapace di una politica coerente, unitaria ed a lunga scadenza.

Per questo crediamo che con il Psuv (Partito Socialista Unitario Venezuelano) nel nuovo ruolo di opposizione e sulle barricate per non cedere su nessuna delle tante conquiste sociali raggiunte in 16 anni, il chavismo possa addirittura uscire rafforzato.

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