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Dalle correnti pd ai correntisti

Il suicidio del pensionato che aveva perso tutti i suoi risparmi nelle speculazioni di Banca Etruria rischia di essere il primo vero campanello d’allarme per il governo Renzi. Non tanto per le reazioni dei correntisti defraudati a torto o a ragione dei loro risparmi, i metodi di sottoscrizione sembrano abbastanza truffaldini, quanto per l’aver scoperto che il partito democratico a trazione renziana non è poi così differente dallo stesso pd bersaniano.

Quando ad iniziò del 2013 scoppiò il caso Monte Paschi di Siena non si sa bene perché ma l’intellighenzia democratica e del fu PCI riuscì a salvarsi da uno scandalo in cui “la peste rossa” – come la definì Grillo – era invischiata sino alle orecchie. Ora protagonista dell’ennesimo scandalo a sfondo bancario nella rossa toscana è la seconda anima del partito, oggi maggioritaria, dei “giovani vecchi democristiani”.

Il premier Renzi alla sua Leopolda - foto da Non leggerlo

Il premier Renzi alla sua Leopolda – foto da Non leggerlo

Con un aggravante però: a questo giro il famoso conflitto d’interessi, che lo stesso Renzi aveva promesso di risolvere in 100 giorni, investe tutta la famiglia del ministro renziano per eccellenza, Maria Elena Boschi, in un istituto completamente a gestione familiare. Non vogliamo fare ricadere le colpe dei padri sui propri figli, ma solo analizzare la doppia morale di chi dopo esser stato più realista del re per anni ora, alla prova del governo, si sfila dalle proprie responsabilità. Perché come diceva Orwell ne “La fattoria degli animali” tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

Tutta questa vicenda scoperchia quindi il doppiopesismo ed un fenomeno inquietante al pari di quello delle coop: la partitocrazia bancaria. Se MPS era, ed è, ancora appannaggio degli eredi di Gramsci Banca Etruria è monopolio dei diccini, così come tutte le altre popolari. Del resto il termine “moderato” viene rivendicato da tutta la marmaglia centrista.

Se questo doveva essere il cambiamento, tenetevelo stretto. Noi non sappiamo cosa farcene.

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