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CNEL o non CNEL?

Nei giorni scorsi ha fatto discutere molto la decisione del Premier Renzi di abolire definitivamente il CNEL. Renzi o #Coerenzie come lo chiamano i più maligni, è solo l’ultimo di una fila interminabile di personaggi e istituzioni politiche che vuole far fuori per sempre questo ente tanto piccolo quanto
dispendioso. Chiariamo prima di tutto per i meno informati cosa diavolo sia questo CNEL.
Art. 99 Costituzione Italiana: “Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.”

CNEL

Quindi il CNEL è un consiglio previsto dalla Costituzione ed è stato istituito il 5 gennaio 1957 al fine di presentare proposte di legge su richiesta dei rappresentanti delle categorie produttive. La storia di questo Consiglio non è però ricca di allori, dal 1957 sono state presentate circa 14 proposte di legge (circa una ogni 4 anni), di cui nessuna di queste è stata approvata. Perché però proprio in queste settimane si è ripresa in considerazione l’ipotesi di eliminare il CNEL? Perché non prima?

Come vi sarete resi conto da soli, viviamo in un periodo in cui i fatti stanno a zero e le parole contano molto di più, quindi è il momento migliore per far passare semplici tagli del governo (20 mln di euro l’anno a detta di Renzie) per opere faraoniche. Addentriamoci sempre di più in questo giallo all’italiana e cerchiamo di scremare la verità dalle vacue parole renziane (o renzesche a vostro piacimento). Lo Stato spende effettivamente tra i 15 e i 20 milioni di euro l’anno per il CNEL, di cui la maggior parte (circa 10 mln) per l’affitto e mantenimento della sede , che di certo rientrerà nei progetti futuri del governo e non verrà abbandonata a se stessa, altri 3 milioni per gli stipendi dei lavoratori (dirigenti inclusi), quindi tirando le somme il governo taglierebbe dal bilancio tra i 2 e i 7(per i più maligni) milioni di euro l’anno.

Dati alla mano bisogna senza dubbio dare merito al Premier per l’impegno profuso in questa mera speculazione propagandistica che può indurre in tentazione solo i più sprovveduti ma non noi (e forse neanche più i fedelissimi del PD meno L che hanno pure pagato per farsi prendere per i fondelli). Forse si potevano tagliare le spese sugli F35, affitti d’oro, auto blu (a seguito dell’interrogazione parlamentare dei 5 stelle si è scoperto che è stato autorizzato l’acquisto di altre 210 auto blu), ma quello di certo che ci fa più rabbia è la presa in giro così palese che verrebbe quasi quasi voglia di scendere in piazza armati fino ai denti. Purtroppo però siamo in Italia… per ogni uomo o donna che gridi “NO!” ce ne sarà un altro milione pronto a prostrarsi e dare altri due euro al grassatore di turno.

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