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Alce Nero parla

“Alce Nero parla” è un libro di John G. Neihardt scritto nella primavera del 1931 al termine di una serie d’incontri tra lo stregone indiano e l’autore nei quali viene raccontata la storia della sua vita e del suo popolo impegnato in una guerra di sopravvivenza contro i bianchi, assetati conquistatori di terra e oro.
Alce Nero nasce nel 1863 in America del nord da una famiglia Lakota imparentata con Cavallo Pazzo, a 9 anni, durante la convalescenza da alcune malattie ha la sua prima visione sciamanica in cui gli si prospetta l’infausto destino riservato al suo popolo, crescendo partecipa alle attività della tribù come la caccia ai bisonti e le battaglie contro gli invasori bianchi durante una delle quali ha l’onore di infliggere il “colpo sacro” ad un nemico.

L’autore si sofferma particolarmente sull’aspetto religioso dei pellerossa e sulla loro spiritualità, infatti come tutte le società “non civilizzate” le varie tribù dei nativi nordamericani erano in grado di mettersi in contatto con il mondo degli Spiriti attraverso l’impiego di stregoni e sciamani.
“Wakan Tanka” è considerata la divinità più importante, risiede in un mondo eterno e vero, di cui il nostro è solo una sbiadita copia e al quale possiamo accedere solamente attraverso i sogni.
“Quello è il vero mondo che è dietro a questo mondo e tutto ciò che vediamo qui è come un ombra di quel mondo. Cavallo Pazzo con il suo cavallo era in quel mondo e il cavallo e lui stesso sul cavallo e gli alberi e l’erba e le pietre e tutto era fatto di spirito, nulla era duro, tutto sembrava galleggiare. Il suo cavallo balla intorno come un cavallo fatto soltanto d’ombra…”.

Se da un lato il popolo Sioux improntò la propria esistenza su di una sfera mistica e spirituale, dall’altro non può non riscontrarsi in loro una forte tradizione militare grazie alla quale riuscirono a resistere per anni alla colonizzazione dei Wasichu (i bianchi) combattendo con i fucili o con le sole frecce, cavalcando senza sella con destrezza e ripetendo prima di ogni battaglia “Hoka hey! E’ un buon giorno per morire!”
Nonostante il valore dimostrato, la tecnologia bellica e la maggioranza numerica dei coloni europei provocò un vero e proprio genocidio a danno dei nativi d’America, costretti all’interno di riserve dove ancora oggi vivono in condizioni disagevoli e comunque di molto inferiori rispetto al modello di vita dei bianchi, tuttora la coscienza comune fatica a considerare con la stessa rilevanza dedicata ad altri episodi simili lo sterminio e la ghettizzazione della popolazione Sioux.
“…c’erano uomini, donne e bambini ammucchiati e sparsi per tutta la pianura, sotto il monticello dove i soldati avevano piazzato le loro armi a carro, e verso ovest, su per il burrone asciutto quasi fino alla cresta della montagna, si vedono le donne, i fanciulli e piccoli bambini, tutti uccisi. Quando vidi questo rimpiansi che non avevano ucciso me: ma non rimpiansi troppo le donne e i bambini: per loro era meglio essere felici nell’altro mondo, dove volevo essere anch’io…”.

Alce Nero è un libro fondamentale per conoscere e capire usi e costumi della cultura pellerossa. Attraverso le vicende del protagonista, il lettore si immerge nella tradizione di un popolo non tanto distante temporalmente e geograficamente da noi ma immensamente lontano per la spiritualità e per il legame con la Natura e con il Cosmo, elementi che nella civiltà attuale si sono completamente persi.

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