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1° Maggio? No, grazie.

A dispetto delle statistiche ottimistiche pubblicate negli ultimi tempi la situazione del lavoro in Italia è tutt’altro che risolta, specie per quanto riguarda l’occupazione non regolamentata, “in nero”.

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Secondo recenti dati ISTAT, infatti, il 13,5% dei lavoratori non è ancora regolarizzato, statistiche che crescono in maniera preoccupante se si focalizza l’attenzione sul Meridione dove circa 1,3 milioni di occupati (circa il 20%) è in nero, specie nel campo dell’edilizia e della ristorazione. Situazione disastrosa riguarda anche la disoccupazione giovanile: se a livello nazionale gli under 24 alla ricerca di un lavoro sono il 35%, al Sud si supera il 50%.

Tali dati, se pur in miglioramento rispetto a quelli addirittura più tragici del 2014 e degli anni a seguire, ci regalano lo specchio di una situazione molto complessa. Un Paese che non investe sul Lavoro, specie quello giovanile, non investe sul proprio futuro: gli aspiranti politicanti che da qualche tempo affollano le tribune elettorali, più dilettanti allo sbaraglio che promettenti statisti, farebbero bene a tenerlo a mente, e in fretta.

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